• Percorso di conoscenza personale e miglioramento di se stessi attraverso il Disegno Onirico.

Il Disegno Onirico è un’elaborazione che i professori italo-argentini Maria Grazia Dal Porto e Alberto Bermolen hanno messo a punto, attraverso gli anni, partendo dal disegno automatico di Abel Raggio. È una modalità proiettiva di contenuti ed espressioni profonde secondo la quale, seguendo la consegna suggerita, vengono portate alla luce alcune “zone” del nostro mondo interiore con gli stessi meccanismi dei sogni. Attraverso la rappresentazione grafica la persona può esprimersi liberamente, in modo diretto e con minor controllo cosciente.
Il Disegno Onirico si ispira alla visione dell’arte del Surrealismo per la quale l’artista, libero dal dover riprodurre la realtà esterna, esprime una dimensione archetipica, individuale e collettiva. La musica, generalmente new age, è il sottofondo ideale che accompagna la realizzazione grafica grazie al suo forte valore induttivo che contribuisce a creare un’atmosfera distensiva e accogliente. Per colorare si adoperano esclusivamente pastelli a cera che, per la loro malleabilità e morbidezza, consentono una più ampia gamma d’espressione; i fogli devono essere bianchi e avere dimensioni 60×40 cm. La consegna, coadiuvata dall’azione stimolante della musica, è lo strumento che contribuisce a mettere la persona in contatto con la propria interiorità. Nel Disegno Onirico, attraverso la consegna, la produzione avviene in modo involontario, automatico, dando la possibilità ai contenuti psichici di manifestarsi: così, un semplice stimolo mette in atto un processo profondo che si palesa attraverso immagini simboliche.
Il Disegno Onirico può essere utilizzato con persone di qualsiasi età, a partire dai tre anni; molto stimolante per giovani e adulti che vogliono scoprire e condividere contenuti del proprio mondo interiore e trovare soluzioni autonome ai propri conflitti.

  • Consulenze tecnico-legali di parte (CTP) in procedimenti civili e penali, sia per la rilevazione, tramite una specifica relazione, del danno esistenziale subito, sia per il supporto, come consulente tecnico, di una delle parti, per l’intera durata di un processo in cui sia stato nominato un CTU.

Il nostro ordinamento processuale prevede agli art. 61-64 del C.P.C. la figura del consulente tecnico d’ufficio (CTU), quale ausiliario del giudice, il cui intervento nel processo è finalizzato all’acquisizione di particolari e speciali cognizioni tecniche necessarie per la decisione della controversia.  

La parte in causa può farsi assistere da un consulente tecnico di parte (CTP) nei casi e nei modi previsti dalla legge. Il CTP è considerato un difensore di carattere tecnico che garantisce l’attuazione del contraddittorio nei casi in cui il Giudice disponga una consulenza. Può predisporre, con l’autorizzazione del Giudice, una controrelazione alla relazione del CTU ed effettua attività di controllo sull’operato del CTU.