In ambito scolastico:

  • Problemi legati all’apprendimento, alla concentrazione e alla motivazione. Molto spesso la demotivazione, il rifiuto della scuola, il disimpegno, la mancanza di attenzione e le difficoltà di apprendimento nascondono un più profondo disagio personale e/o familiare, che va affrontato e risolto per poter proseguire con serenità il proprio percorso di studi e di vita  
  • Test specifici per la valutazione del percorso di apprendimento della scrittura e della lettura di bambini e ragazzi della scuola primaria e secondaria di I grado; prove di prerequisito per la diagnosi delle difficoltà di lettura e scrittura; valutazione delle abilità di base e di tipo trasversale all’apprendimento.

I pedagogisti clinici iscritti all’ANPEC detengono una professionalità riconosciuta come qualifica di accesso all’utilizzo dei Test delle Organizzazioni Speciali (OS – editore ufficiale dei Test per DSA) e in alcune regioni italiane possono far parte dell’equipe impegnata nella somministrazione di test per l’identificazione dei DSA. Tuttavia, in quanto pedagogisti in aiuto alla persona, non possono limitarsi a basarsi su “dati” quantificabili e spiegati in modo sanitario che possono solo essere espressioni di una clinica di tipo “sanitario”. Essi non si fermano alla rilevazione del disturbo, ma intervengono in supporto del soggetto affinché recuperi bravura e abilità, in un’ottica globale, riportando ogni difficoltà sempre all’interno di una visione d’insieme.    

  • Attuazione di interventi efficaci per il recupero delle competenze scolastiche relative alla scrittura e alla lettura, anche in soggetti con diagnosi di dislessia, disgrafia, disortografia e ADHD. L’intervento di aiuto, nei suddetti casi, è indispensabile affinché il processo di consolidamento della letto-scrittura non subisca arresti e non comprometta i futuri apprendimenti del soggetto, sia in campo scolastico che non. Ciò attraverso un ampio ventaglio assai ricco di opportunità e utilizzando appositi metodi esclusivi che stimolano la volontà, il piacere, la curiosità, il coraggio e la spinta motivazionale.
  • Difficoltà affettivo-relazionali e disagi emotivi: problemi nella socializzazione e/o nell’adattamento, tendenza all’isolamento, conflittualità, ansie e tensioni, somatizzazioni, senso di fallimento, insicurezza, scarsa autostima, distacco emotivo.

La pedagogia clinica, in quanto pedagogia “olistica”, ovvero basata sulla visione globale dell’essere umano, non si sofferma a vedere solo il disagio e non interviene su un singolo problema, non ha una visione settoriale e limitata, ma considera la persona nella sua interezza e complessità psicofisica e agisce con fiducia verso le capacità di recupero di ogni soggetto, attraverso il potenziamento degli aspetti positivi presenti, puntando sempre su risorse e potenzialità, per un benessere a 360°.